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Formazione sulla violenza con role-playing – 

La formazione è fondamentale in una rete antiviolenza, per garantire che i servizi siano in grado di intervenire efficacemente in un caso di violenza di genere, dall’accoglienza, alla rilevazione dei bisogni, alla valutazione del rischio, al pensare uno scenario di sicurezza/protezione.

Insieme all’attrice e autrice di teatro Stefania De Ruvo ho immaginato un format molto efficace improntato al role playing, con Stefania che recita il ruolo di una donna che cerca aiuto per una situazione di violenza.

Finalità:

La finalità generale della formazione, che tipicamente potrebbe avere la durata di una intera giornata, è accrescere la capacità degli operatori/operatrici di muoversi in modo coordinato e condiviso all’interno della relazione d’aiuto con la donna che subisce maltrattamenti, potenziando competenze relazionali, valutative e di lavoro in rete. Il role playing consente di entrare nel vivo della complessità, delle varie sfaccettature e delle molteplici difficoltà di un caso concreto. Si tratta di una esperienza che contribuisce a sviluppare consapevolezza condivisa, capacità di lettura integrata delle situazioni e strumenti pratici per orientare la relazione d’aiuto con la donna che subisce violenza, valorizzando le diverse competenze e prospettive presenti nella rete.

Gli operatori e le operatrici saranno guidati alla condivisone dei punti di vista per:
– raccogliere la storia di violenza
– riconoscere e indagare gli indicatori di rischio
– individuare gli ostacoli più significativi alla fuoriuscita dalla violenza e i bisogni della donna.

Metodologia:

Lezione frontale: inquadramento teorico e modelli di riferimento
Esercitazioni di gruppo: analisi di casi reali, role playing, osservazione guidata con il supporto dell’attrice
Confronto attivo e riflessione condivisa sugli approcci professionali e sul lavoro di rete.

Destinatari:

Operatrici di Centri antiviolenza e case rifugio
Assistenti sociali, psicologi/ghe, avvocati/e
Chiunque a diverso titolo si trovi, nel proprio ruolo professionale, nella possibilità di accogliere una richiesta d’aiuto di una donna che subisce violenza in una relazione di intimità.